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Addio al CW nelle prove d'esame
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Morse in pensione: l’Italia mette il punto sul suo alfabeto
Eleonora Barbieri – Il giornale –
24.07.2005
E che sia ormai un ricordo da collezione lo testimoniano le stesse parole del ministro, che ha rassicurato: «Alle apparecchiature sarà dedicata una sala nel Museo storico delle poste e delle telecomunicazioni di Roma». Strumenti ormai per pochi, quindi: «Le strutture che venivano utilizzate negli ispettorati del ministero per esami ed esercitazioni - ha proseguito Landolfi - non verranno rimosse ma resteranno attive per giovani e appassionati».
costruita da Morse mettendo insieme una vecchia cornice, le ruote in legno di un orologio e un'elettrocalamita - ma il principio era quello, e già funzionava: «ti» per il punto e «ta» per la linea, riproducibili anche come segnali luminosi. Anche se la trasmissione Morse, quella classica, gioca più sull'ascolto che sull'occhio: breve e lunga, «biiip» e «bip», perché è un alfabeto tutto sonoro. «È un ritmo, una musica: ci vuole orecchio per impararla», ci racconta Francesco Castellaro, presidente dell'Associazione radioamatori di Moncalieri.
«E infatti - prosegue - c'è anche chi impiega degli anni a impararlo: perché al semplice gesto di premere un tasto corrisponde una ritmica, che diventa prima una lettera, quindi una sillaba, una parola e, infine, un discorso». Ora niente di tutto ciò ci sarà più, anzi, è già in via di estinzione. La prova di conoscenza del codice Morse era pensata come uno sbarramento per impedire a chiunque di ottenere la patente: «Ma ora noi radioamatori siamo rimasti quattro gatti - chiosa Castellaro - e non si corre certo il rischio che l'etere venga “impestato”: la nostra categoria è passata di moda».
Oggi ci sono cellulari, satellitari, computer: ma, sulle navi, nessuno lo dimentica. Bastano tre lettere: «Ti-ti-ti ta-ta-ta ti-ti-ti»: sos.
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